Ieri, in Inghilterra, si ricordava il cosiddetto “Spy Wednesday” che, come ho appreso dal sito di Una Penna Spuntata, è il giorno secondo cui avvenne il famoso “bacio di Giuda” (qui rappresentato nel Quadro “Cattura di Cristo” di Caravaggio). E questo cosa c’entra con le tematiche che tratto in questo sito? Giuda è il perfetto esempio delle conseguenze di svendere i propri valori (e amici).

ìApprofondiamo: la riflessione è partita da questo articolo, in cui Lucia di Una Penna Spuntata, cita lo storico Philip Kosloski che, tempo fa, ha calcolato a quanto dovessero ammontare i famosi 30 denari per cui Giuda vendette Gesù ai suoi carnefici: ebbene, udite udite, sono circa 2600 euro di oggi. Non una ricchezza insomma, non solo allora, nemmeno oggi.
Non siamo però qui per parlare della mancanza di autostima di Giuda che può averlo portato a cedere tutto quello in cui aveva creduto per soli 2600 euro. Siamo qui per parlare di noi. Di tutte quelle volte che abbiamo “venduto” i nostri valori, il nostro tempo, i nostri amici, per poco. O anche solo delle volte che abbiamo avuto la tentazione di farlo, perché magari ci stavamo svalutando, perché magari pensavamo di non avere alternative o per invidia.
Le conseguenze di svendere i propri valori
Siamo in Italia, perciò è molto probabile che molti di noi sappiano come va a finire la storia di Giuda, ossia con il suo suicidio per il rimorso. Lungi da me, quindi, identificarci tutti nella figura di Giuda, anzi. Il concetto di riprendere Giuda come esempio delle conseguenze di svendere i propri valori sta tutto qui: possiamo prendere da questa storia è proprio che non val la pena morire per essersi svenduti per poco o averlo fatto con altri. Molto meglio prevenire: darci e dare il giusto valore. E se proprio sbagliamo, dopo esserci scusati (come le lacrime di Pietro), andare avanti.
Pietro, dopo aver ammesso il suo errore, diventerà capo della Chiesa.
Noi?
Noi, dopo duemila anni, abbiamo forse più strumenti per guardarci dentro e mettere mano a tutte quelle emozioni scomode. Quelle che, se non elaborate, ci mettono nella condizione di prendere decisioni scomode e che addirittura possono ledere altri. Certamente il fatto che Gesù Cristo, nel Vangelo, sia veramente risorto rappresenta anche “l’imprevedibilità della vita”, laddove l’errore di uno, grazie alla scelta etica di un altro, può trasformarsi anche nella salvezza dell’umanità. Tuttavia, non è così che vanno ordinariamente le cose. Ordinariamente, cercare di scegliere al meglio possibile (possibile, certo) risparmia parecchi problemi, soprattutto di coscienza.
La cura allo svendere i propri valori
Sentire di essersi svenduti – o di aver svenduto i propri valori – può avere anche conseguenze psicologiche perché ci manda il messaggio inconscio di non avere abbastanza valore o di non essere abbastanza forti da prendere le decisioni che vorremmo, assumendocene le conseguenze. Quando noi stessi non ci amiamo non possiamo stare bene e nemmeno possiamo sentirci amati dagli altri.
Abbiamo anche gli strumenti per capire quali sono davvero i nostri valori e che svenderli – per qualsiasi motivo – molto spesso ci porta all’infelicità. Naturalmente siamo umani, sappiamo che sbaglieremo, ma proprio per questo è assolutamente fondamentale anche sapersi perdonare e – per chi crede – accettare di essere perdonato.


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