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La preghiera è scientificamente efficace?

La domanda sembra assurda, me ne rendo conto, anche perché il concetto di “volontà di Dio” non è un concetto scientifico perché non possiamo dimostrare scientificamente quali eventi sono volontà di Dio e quali no. Come possiamo dire se la preghiera è scientificamente efficace?

Tuttavia, Sir Francis Galton si fece proprio questa domanda. Come mai?

Sir Francis Galton: biografia

Partiamo, innanzitutto, da chi era Sir Francis Galton.

Nacque a Sparkbrook il 16 Febbraio 1822 e morì ad Haslemere il 17 Gennaio 1911. Nel frattempo fu esploratore, antropologo, climatologo e l’ideatore delle seguenti parole:

  • Eugenetica, che indica l’insieme di teorie e pratiche che mirano a migliorare la genetica di una popolazione (ehm…);
  • Anticiclone: zona atmosferica di alta pressione sulla superficie terrestre a forma circolare o ellittica, che causano modeste variazioni dei parametri metereologici;
  • Regressione: (lineare) rappresenta un metodo di stima del valore atteso condizionato di una variabile dipendente, o endogenaY, dati i valori di altre variabili indipendenti, o esogene{\displaystyle X_{1},\ldots ,X_{k}}{\displaystyle \mathbb {E} [Y|X_{1},\ldots ,X_{k}]}.
  • Correlazione: una relazione tra due variabili tale che a ciascun valore della prima corrisponda un valore della seconda, seguendo una certa regolarità.

Le ultime due parole avranno fatto venire la febbre a quanti, come me, hanno scelto di studiare psicologia e neuroscienze perché significano una sola cosa: PSICOMETRIA.

Ebbene sì, Sir Francis Galton “inventò” la psicometria.

Era però anche cugino di Charles Darwin e proveniente da una famiglia quacchera (movimento cristiano del XVII sec. appartenente al calvinismo puritano) e applicò sicuramente in modo decisamente particolare il darwinismo, sostenendo il cosiddetto darwinismo sociale, secondo cui la selezione naturale portava al miglioramento della vita delle specie viventi e che, quindi, la selezione dovesse applicarsi anche alla specie umana.

L’esperimento sulla preghiera scientificamente efficace

Al netto di questo e del resto della sua vita e delle sue idee, mi concentrerei sul metodo che utilizzò in uno dei suoi esperimenti, quello sull’efficacia della preghiera:

Volendo capire se la preghiera possa cambiare le cose, pensò che dato che molte persone pregano per la famiglia reale inglese, i suoi membri dovessero vivere più a lungo della media. Scoprì però che – almeno fin quando era in vita – i membri della famiglia reale vivevano in media fino ai 64 anni, gli scienziati fino a 68 e i nobili fino a 70.

Quindi, secondo questo ragionamento, la preghiera “non funzionerebbe”.

Ci sono una serie di spunti metodologici da tenere in considerazione, il primo è quello di cui abbiamo parlato sopra: la volontà di Dio non è un concetto scientifico. Per esserlo dovremmo avere modo di essere certi quali eventi nel futuro siano volontà di Dio e quali no. Scientificamente è impossibile. Poi bisognerebbe capire quante persone realmente pregano per la famiglia reale, in che modo, se sono davvero le persone per cui si prega di più, se gli anni di vita siano realmente il parametro migliore da usare, ecc…

La preghiera scientificamente efficace nella Storia

Il dibattito, comunque, è ancora aperto… come dimostra questo post di Una Penna Spuntata, che si intitola: Quando sei malato e ti dicono “pregherò per te”… clinicamente, questa preghiera serve a qualcosa? Qui cui la storica della Chiesa e archivista ecclesiastica Lucia Graziano presenta i risultati di alcuni studi scientifici in merito alla rilevanza clinica della preghiera. Sembra che uno studio mostri come un gruppo di malati ricoverati al San Francisco General Hospital a cui erano stati assegnati degli “intercessori” che pregavano per loro costantemente ebbero degli indubbi vantaggi rispetto al gruppo di controllo:

  • Rimanevano in unità coronarica meno a lungo degli altri
  • Morivano di meno,
  • Avevano meno complicazioni,
  • Assumevano farmaci in quantità minori;
  • Nessuno di loro ha avuto bisogno di essere intubato.

Altri studi mostrano come, in generale, la salute dei credenti sia migliore di quella dei non credenti. I dati specifici sono contenuti nel post di Lucia che, come anche io, esprime comunque delle riserve sulla effettiva scientificità degli studi. Del resto essi sono stati criticati in tal senso anche dalla comunità scientifica. Forse non sapremo mai, per limiti metodologici, se la preghiera funziona davvero o no. Ai credenti non interessa davvero la risposta della scienza, peraltro. Tuttavia, è sicuramente bello che essa tenti di rispondere anche a queste domande. Come mai? Perché può portare sicuramente a riflettere su quanto implementare la spiritualità nella cura possa essere importante. Di questo ho parlato anche in questo articolo: Fede e salute mentale: un aiuto contro il suicidio?

E voi, cosa ne pensate? Sarebbe possibile e anche auspicabile sapere se la preghiera funziona davvero? O verrebbe meno il senso del credere? Fatemi sapere nei commenti.

Bibliografia:

  • Metodologia della ricerca in psicologia, McBurney e White, 2007

Sitografia:

Sir Francis Galton

Una Penna Spuntata – Efficacia clinica della preghiera

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3 commenti

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