5 regole per mantenere il buonumore (nonostante i TG)

Quali sono le 5 regole per mantenere il buonumore? Si può essere felici? Leggi questo articolo per scoprirlo.

Premessa: questo articolo mi è stato ispirato dalla conversazione con una persona che mi faceva notare quanto, guardando i tg, si sentisse più cinica… come se quelle situazioni fossero talmente normali e banali da non farci più caso. Naturalmente io sono d’accordo sul fatto che più brutte notizie guardiamo e abbiamo più la mente si “difende” non dando più così tanta importanza (l’alternativa sarebbe la disperazione) ma sono anche convinta che per recuperare “l’antica empatia”, oltre a guardare meno tv e social e a combattere “l’infodemia” informandosi meno… ci siano altre strategie. In primis, quella di essere più felici e sapere come affrontare la tristezza.

Un po’ di tempo fa, mentre partecipavo a un ritiro spirituale, ho scoperto che nel cristianesimo è buona norma mantenere il buonumore, perché esso è cosa sacra: la tristezza, infatti, è come un “miele” che attaccando i tuoi piedi al pavimento, ti fa rimanere a terra… impedendoti di “volare”. A volte, a dire la verità, ti fa anche “accollare” agli altri o a dei progetti e non ti permette di essere “libero”, perciò un cristiano dovrebbe evitare di “sguazzarci dentro”.

Intendiamoci, la tristezza è qualcosa di normale, specie davanti a certi eventi e “sforzarsi di essere felici” ci rende solo ancora più tristi e, anzi, cronicizza certe situazioni che così non vengono mai affrontate.

N.B. non stiamo parlando di patologie psicologiche/psichiatriche che meritano un trattamento nelle opportune sedi.

Allora, come si fa ad essere felici? O, almeno, a scacciare la tristezza quando arriva?

5 regole per mantenere il buonumore: San Tommaso d’Aquino

San Tommaso d’Aquino (qui una breve biografia scritta dall’Università di Siena) stila un elenco di 5 rimedi contro la tristezza:

5 regole per mantenere il buonumore
Le 5 regole per mantenere il buonumore? Opus Dei Italia

In sintesi, come ci ricorda anche Don Carlo De Marchi in questo articolo, San Tommaso parte dall’ovvio: il cioccolato, la birra, il vino, guardare una puntata di una serie tv che ci piace particolarmente o dipingere (le opzioni potenzialmente sono infinite…) ci permette di “staccare” e tornare a vedere le cose con più serenità. Dal punto cerebrale il cioccolato contiene sia serototonina che triptofano, “molecole” che a livello cerebrale ci fanno sentire più felici e aumenta le endorfine, così come il vino.

N.B. tuttavia non bisogna esagerare e non bisogna soprattutto bere se si stanno già prendendo psicofarmaci, come specificato qui.

Anche piangere può essere un’alternativa: non so se a voi è mai successo ma capita spesso che, dopo un pianto, ci si senta sollevati… come se tutta la negatività fosse arrivata al suo apice e adesso si fosse “sfogata”. Succede perché il pianto è una forma di comunicazione di ciò che non ci sono parole per dire. Laddove non arriva la parola arriva il corpo, sempre.

San Tommaso ci ricorda anche che, spesso, la condivisione è la miglior cosa: non tenersi tutto dentro aiuta a sgravarsi di alcuni pesi e, a volte, proprio a “dare il giusto peso” alle cose, alleggerendole.

La contemplazione della Verità è intesa come, invece, ammirare un bel paesaggio, un’opera d’arte o ascoltare la musica. Non è specificato, ma io per i credenti aggiungerei anche la preghiera: contemplare Dio molto spesso aiuta veramente a superare molte situazioni e sappiamo bene che non c’è maggior Bellezza che Lui.

5 regole per mantenere il buonumore: San Tommaso Moro

A tal proposito, condivido con voi una preghiera di un altro San Tommaso, Moro.

Infine, anche il riposo (o un buon bagno caldo) possono alleviare la tristezza. Ebbene sì, perché ben lontani dalla visione cartesiana che sostiene la divisione tra spirito e corpo, i cristiani sostengono proprio l’unione tra queste due realtà.

Questa visione mi ricorda molto una teoria psicologica, quella dell’Embodied Cognition! Non posso approfondirla in questa sede perché l’articolo diventerebbe troppo lungo, ma prossimamente ne parlerò sicuramente.

E voi, come affrontate i vostri momenti di tristezza?

Sitografia di approfondimento

  1. I 5 rimedi contro la tristezza di san Tommaso d’Aquino: https://opusdei.org/it-it/article/i-5-rimedi-contro-la-tristezza/
  2. San Tommaso d’Aquino (Università di Siena): http://www3.unisi.it/ricerca/prog/fil-med-online/autori/htm/tommaso.htm
  3. La torta al cioccolato: cibo per l’animo e la mente: https://www.stateofmind.it/2015/05/cioccolato-serotonina-tasteofmind/
  4. Cacao e cioccolato: antidepressivi naturali: https://www.my-personaltrainer.it/integratori/cacao-cioccolato1.html
  5. Endorfine: come aumentarle naturalmente: https://www.my-personaltrainer.it/benessere/endorfine-come-aumentarle-naturalmente.html
  6. Birra, vino e superacolici: che effetto hanno sul tuo umore?: https://www.ok-salute.it/salute-mentale/birra-vino-o-superalcolici-sai-che-effetto-hanno-sul-tuo-umore/
  7. Embodied Cognition – State Of Mind: https://www.stateofmind.it/tag/embodied-cognition/
  8. La Scienza dell’Embodied Cognition: https://integralsomaticpsychology.com/it/implicazioni-per-migliorare-i-risultati-in-tutte-le-terapie

Bibliografia

  1. La formula del buonumore di Don Carlo De Marchi: https://www.amazon.it/formula-buonumore-rimedi-contro-tristezza/dp/888155724X/ref=sr_1_1?__mk_it_IT=ÅMÅŽÕÑ&crid=SCXXA3QY9AUT&dchild=1&keywords=la+formula+del+buon+umore&qid=1630483669&sprefix=formula+del+buo%2Caps%2C441&sr=8-1 (ancora non l’ho letto, ma me ne hanno parlato bene. Appena lo leggerò verrà recensito su queste pagine);
  2. Presentazione del libro di Don Carlo De Marchi: https://www.ilpescara.it/eventi/cultura/carlo-de-marchi-presenta-la-formula-del-buonumore-con-i-5-rimedi-contro-la-tristezza.html

3 commenti

  1. C’entra più con l’incipit del tuo post che con il post stesso, ma insomma mi perdonerai la divagazione 😛

    Non mi ricordo più chi lo avesse detto (forse Philycia Masonheimer, che spesso parla di temi come questo), ma mi aveva colpito la riflessione che avevo letto qualche settimana fa su Instagram. La saggia blogger di cui non ricordo il nome faceva notare che noi non siamo culturalmente programmati per farci carico di tutte le disgrazie dell’umanità, cioè fino a qualche decennio fa non capitava che una persona normale si sentisse piovere addosso in tempo reale ogni tipo di disgrazia, sciagura e catastrofe che affligge l’umanità nei più remoti angoli del mondo, a partire dalla foto della signora greca disperata mentre la sua casa alle spalle le va in fiamme per arrivare ai video postati IN DIRETTA dall’aereoporto di Kabul coi profughi che si attaccano alle ruote dell’aereo in rullaggio nel disperato tentativo di salvarsi la vita.

    Cioè, è troppo.
    E’ umanamente un flusso informativo di tragedie troppo forte, troppo continuo e troppo pesante per essere affrontato con la pretesa di manifestare empatia per qualsiasi sciagurato la cui tragedia personale ci viene spiattellata addosso sui social. Fino a un centinaio d’anni fa, la gente era al corrente delle tragedia personali degli individui che conosceva direttamente: i familiari, i compaesani, i conoscenti, etc. Sì, t’arrivava astrattamente la notizia dei “ragazzi del ’99” che poverini morivano al fronte, però ecco non è che ti trovavi fisicamente davanti agli occhi il video dei loro corpi insanguinati in trincea dopo il bombardamento (immagini che invece ci sono state offerte dopo l’attentato terroristico all’aeroporto di Kabul).

    Lo dico, perché sento spesso la brava gente lamentarsi “eh ma non è possibile, ormai rimango indifferente di fronte a queste notizie, ma che brutta persona sono diventata?”.
    Ma francamente secondo me è normale. Sennò finisce col vivere male chi invece non è in grado di elaborare queste notizie con un certo distacco emotivo: sono troppe, ti raggiungono ovunque, se devi farti stringere il cuore ogni volta come diamine ne esci? Forse sarebbe utile far notare, in caso di sensi di colpa, che letteralmente è la prima volta nella storia umana che la gente si trova a “subire” un flusso informativo così intenso, visivo e a tempo reale.

    1. Sono d’accordo! Dobbiamo renderci conto che è letteralmente impossibile (e anche non sano) preoccuparci e occuparci veramente di tutto e di tutti. Anche se nel cristianesimo si dice che bisogna avere il cuore aperto a tutti, bisogna anche trovare IL MODO di farlo che sia sano. Non è che ogni giorno si può pensare di dilapidare il patrimonio in beneficenza o di partire per Haiti (per esempio). Anche perché se si dice “Ama il prossimo tuo come te stesso” non penso significhi che se va in depressione uno, l’altro lo debba seguire… Ma piuttosto che debba rimanere saldo nella sua felicità per poter essere presente. O almeno io la vedo così!

  2. […] (qui potete leggere un articolo su come la fede possa essere di aiuto in queste occasioni e qui 5 regole per mantenere il buonumore, che non fanno mai male), in questo vorrei soffermarmi su due […]

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