La psicoterapia di Santa Ildegarda

La psicoterapia di Santa Ildegarda sta diventando molto famosa nel mondo cattolico, ma cos’è? Scopriamolo insieme!

venerazione: 17 settembre

patrona di filologi ed esperantisti

Breve biografia

Ildegarda di Bingen nacque a Bermeshein, presso Alzey (Assia renana) nel 1098 e morì il 17 settembre 1179. Al tempo alle donne non era consentito avere un’istruzione, quindi non poté avere formazione scolastica o accademica, tuttavia per volere della contessa Jutta von Sponheim entrò come novizia in un convento benedettino dove avrebbe potuto studiare e diventare monaca di clausura.

ùQuesto le consentì di imparare, oltre ai lavori manuali, a leggere e a scrivere. Non dobbiamo però immaginare che Ildegarda fosse una monachella dedita esclusivamente alla preghiera, tutt’altro. Ella era destinata all’esercizio profetico, il che è dimostrato dal fatto che sviluppò la propensione alla visione senza rimanere in stato estatico e la chiaroveggenza. Grazie alle sue doti negli anni 1158-1171 lasciò spesso il monastero per vari viaggi missionari con lo scopo di predicare sia in altri monasteri che nelle pubbliche piazze al clero e al popolo, richiamandoli alla vera fede… la quale era stata “offuscata>” dal periodo di agitazioni procurato dalla nomina degli antipapi.

La cosa più interessante di Santa Ildegarda però è un’altra: la sua approfondita conoscenza medica. Possederla le permise di guarire molte più persone di quelle che avrebbe potuto guarire miracolosamente e fu una donna così luminosa da comprendere l’importanza del rapporto mente-corpo, tanto da affiancare i suoi metodi per la cura delle patologie del corpo (principalmente nutrizionali) a quelli per la cura della psiche e dell’anima.

Tanto da creare un suo “modello psicoterapeutico”. E molto prima della psicoanalisi di Sigmund Freud.

La psicoterapia di Santa Ildegarda: l’amore

Non si può tuttavia arrivare a parlare della psicoterapia di Santa Ildegarda senza soffermarsi sulla sua concezione dell’amore e di Dio, in quanto il “metodo ildegardiano” è basato proprio sulla relazione tra Egli e l’uomo. Innanzitutto, la Santa individua delle “forze spirituali” che sarebbero in grado di guarire corpo e anima:

  • Profondo rispetto per l’essere umano e scopertà della propria dignità umana;
  • Stabilità sulla via aurea dei cibi;
  • In tutte le cose della vita riconoscere Dio al centro e venerarlo;
  • Lasciare che sia, lasciare che accada;
  • Cercare gioia celeste in ogni cosa.

La psicoterapia di Santa Ildegarda: come trovare Dio

Spiega, inoltre, come trovare Dio più facilmente, dato che palesemente l’uomo non può vederlo:

  • Contemplazione della natura (montagna – specie le cime, mare, boschi…);
  • Nel cibo e nelle sue capacità terapeutiche (beh in effetti io nelle lasagne…);
  • Nell’arte, sostenendo che quadri e musica sono porte per accedere all’anima, ma anche nel canto e nella danza;
  • Nello sport, in particolare il nuoto;
  • Nel giardinaggio;
  • Nella lettura;
  • Nel dialogo con gli amici (su questo vi consiglio anche un altro mio post qui).

Ildegarda consiglia anche di ritagliarsi – oltre che momenti di amicizia e amore – silenzio, solitudine e distensione per ricaricarsi. Molto concretamente, sostiene che ne servirebbero almeno due nella giornata, mattina e sera. La cosa bella è che, secondo la Santa, si possono ricavare anche in mezzo alla gente.

Ricaricarsi dell’amore di Dio sarebbe, quindi, la medicina per eccellenza… tuttavia è anche un segreto di Dio e non glielo si può di certo estorcere. Che fare, quindi, quando palesemente Egli non ci risparmia il dolore? In questo caso, la Santa si rifà alla figura e metafora di Giobbe per dire che è attraversando quel dolore che si può scoprire una nuova via oltre di esso. Inoltre sottolinea che Gesù non ha mai detto che non avremo nemici, ma che dobbiamo amarli.

La psicoterapia di Santa Ildegarda

E qui casca l’asino.

“Amare i nemici” è un concetto famosissimo del Vangelo, tuttavia nel pensiero di Ildegarda non significa soltanto ciò a cui noi siamo abituati ad ascoltare. Nel suo Liber vitae meritorum (praticamente il suo trattato di psicoterapia), spiega che i nostri nemici sono anche i nostri difetti/vizi. Ciò significa, quindi, che parte della terapia è amare i propri difetti.

Lo so, lo so.

All’Azione Cattolica ti hanno inviato centinaia di immagini glitterate con Papa Giovanni Paolo II che dice a gran voce “Fate della vostra vita un capolavoro!” e mica i capolavori c’hanno i difetti…

… dici?

Se non hai mai guardato bene il Colosseo, vai a Roma… e renditi conto che ne manca metà!

A parte la battuta… anche Pietro nel Vangelo rinnega Cristo tre volte. E non di certo Gesù gli dice: “ottimo bro, hai fatto proprio la scelta giusta”. Ciononostante… gli affiderà la sua Chiesa. Dirò di più, Gesù affida a Pietro la sua missione quando lui stesso diventa cosciente della propria fragilità. Non perché prima non ce l’avesse, ma perché è solo quando si ha la consapevolezza dei propri difetti (e pregi), solo quando ci si conosce… che si possono affrontare le cose grandi. E sicuramente affidargli la sua “discendenza spirituale” non era cosa da poco. Era… tutto.

La psicoterapia di Santa Ildegarda: il subconscio

Tornando a Ildegarda, per essere più precisi lei già parla di subconscio e sostiene che sia “abitato” da 35 poteri “accoppiati”, cioè che possono portare sia al vizio che alla virtù… e che i sintomi fisici e le malattie possono essere provocati da fattori di rischio spirituali… ergo, per guarire si può arrivare anche alla radice spirituale dei problemi.

In sintesi, lo scopo della psicoterapia di Ildegarda è la realizzazione dell’uomo che sia in pieno possesso di sé, della sua personalità e che accetti i suoi pregi e le sue debolezze in toto. Il principio terapeutico sarebbe, quindi, nascosto nell’uomo stesso, il quale è la sintesi del cielo e della terra e la cura di Ildegarda dovrebbe far sparire i cosiddetti “blocchi spirituali”.

La psicoterapia di Santa Ildegarda: conclusioni

Devo dire che il mio personale rapporto con Ildegarda, all’inizio specialmente, non era dei migliori.

Nel suo pensiero vedevo quasi il profilo della “fuffa new age” tanto di moda in questo secolo, ma per fortuna poi sono tornata sui miei passi.

Sicuramente è stato grazie al fatto che ultimamente viene riscoperta da molti, i quali spesso la presentano anche online, ma è anche merito di un libro che ho comprato in un negozio di articoli religiosi vicino alla mia città, dal titolo “La medicina di Santa Ildegarda – guida sintetica e pratica” di Wighard Strehlow, ed. mediterranee.

L’ho preso proprio perché già nell’indice era indicato esserci un capitolo sui “farmaci dell’anima” e la psicoterapia di Ildegarda.

Per quanto il testo sia principalmente un trattato di medicina e scienza nutrizionale e poche siano le informazioni sul “pensiero spirituale” della Santa, non posso dirmi delusa. Ho trovato, infatti, parecchi spunti per i prossimi articoli.

La psicoterapia di Santa Ildegarda: non farsi del male

Nota ulteriore: ovviamente è un tipo di medicina che, avendo radici nel Medioevo, va presa cum grano salis. Santa Ildegarda era quella che oggi definiremmo un’esperta di fitoterapia, ma questo non significa che sia una buona idea curarsi esclusivamente con erbe, senza sentire il proprio medico, ancor di più se si soffre di patologie gravi. Allo stesso modo, il suo pensiero psicoterapeutico va armonizzato con conoscenze scientifiche più recenti.

Note a margine

Faccio una nota a margine, per i “puristi” (giustamente) delle letture: la casa editrice dichiara di occuparsi anche di yoga, pratiche esoteriche, ecc… naturalmente non è questo il mio interesse, né tantomeno vedo Ildegarda in quell’ottica (anche se in questi ambienti è sicuramente apprezzata), anzi ho fatto ulteriori ricerche per capire se ciò che si diceva era vero o “fuffa” e – al netto di alcuni pareri un po’ discordanti – (per esempio sul se fosse una donna istruita o meno), posso dire che non ci sono imprecisioni o rielaborazioni.

La psicoterapia di Santa Ildegarda - libro

Bibliografia

Sitografia di approfondimento

Crediti immagine in primo piano:

Altre riflessioni su psicoterapia e cristianesimo puoi trovarle qui: Psicoterapia e cristianesimo. C’eravamo tanto odiati? Una riflessione sulle scuole di psicoterapia..

2 commenti

  1. […] se non consideriamo quello di cui ho fatto una brevissima recensione nell’articolo sulla Psicoterapia di Santa Ildegarda di Bingen è “Per una definizione della religione” di Adriano Virgili. Non sembra un argomento da […]

  2. […] a scriverne qui sul blog. Il primo libro che recensii, anche se in un post che parlava della psicoterapia di Santa Ildegarda, è “La medicina di Santa Ildegarda – Guida sintetica e pratica” di Wighard […]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *